Gianfranco Bottaro, licenza numero uno e tanti ricordi per l’ultimo dei “nolesin” Gianfranco Bottaro, il tassista più popolare di Brusegana è uno dei più conosciuti in città, ha messo per sempre il suo taxi, Pisa 3, in garage. E’ andato in pensione dopo 42 anni di onorato servizio per le strade di Padova e dei comuni dell’hinterland.
Il 4 febbraio il presidente della Corpa, Massimo Pastore, gli ha consegnato una medaglia di riconoscimento. Bottaro, infatti, non può essere considerato un tassista qualsiasi.
Nel 1971 è stato tra i fondatori della cooperativa taxi assieme a Eldorado Dorio, Giulio Barzon e Otello Marotto, ed è stato lui a “ereditare” dallo zio Pietro Lion la prima licenza di taxi rilasciata dal Comune nel 1925. erano gli anni in cui i tassisti si chiamavano ancora Nolesin ed erano quelli che guidavano la carrozza trainata dai cavalli.
Il Signor Bottaro in una sua intervista rilasciata al Mattino di Padova, evidenzia come oggi la viabilità sia enormemente cambiata rispetto agli anni passati, si corre bene solo dove ci sono corsie riservate. Negli anni 60 le macchine in giro non erano tante come quelle di oggi, erano numerose le 500 e le 600 e si poteva correre dappertutto. Non c’erano ancora isole pedonali e si poteva andare a prendere il caffè in auto anche al Pedrocchi, al Chiumenti, etc.
Egli afferma inoltre che 42 anni fa Padova non era quella di oggi, quando andava in giro con la sua 1400 la città era tranquilla, la gente era quasi tutta molto educata e rispettosa delle regole e dei diritti degli altri. Poi con il terrorismo i padovani hanno iniziato a chiudersi in casa per paura di finire in mezzo agli scontri tra gli estremisti. Adesso la situazione è peggiorata.
Termina sottolineando che un tempo tra i tassisti vi era molta solidarietà, si era una grande famiglia, oggi abbassandosi l’età media, fra i tassisti ci sono tanti giovani con uno spirito diverso, meno uniti fra loro.
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